I lavori, iniziati nell’ottobre 2014, hanno visto impegnati diversi soggetti: per la supervisione, la proprietaria del terreno Bianca Zanga e Gianni Signorelli di Vertova; per la realizzazione e l’intonacatura l’impresa Fratelli Magoni di Selvino; per la sabbiatura di rifinitura nella parte interna Giuseppe Gherardi di Bondo Petello. Inoltre, un nuovo tetto, con coppi in cotto fiorentino; un vialetto d’ingresso, un giardino di pertinenza di circa 200 mq.
La Santella presenta i seguenti arredi:
- tre affreschi sui tre lati esterni della santella, opere della pittrice Miriam Mologni, che rappresentano il motto dell’Arma dei Carabinieri “Nei secoli fedele”, un alpino in attività in Afghanistan e una colomba, dal titolo “E venne la pace”;
- in cima al tetto, una croce in stile tirolese, donata dall’ASD Polisportiva Albinese;
- all’interno, a guisa di quadro, le fotografie del “Servo di Dio” Salvo D’Acquisto, vice-brigadiere dei Carabinieri, medaglia d’oro al valor militare (1920-1943); e del “Servo di Dio” Teresio Olivelli, alpino del 13° Reggimento Artiglieria Alpina della Brigata Alpina “Julia” (nel ’43, inquadrato nel Reggimento Artiglieria Terrestre), nonché partigiano, medaglia d’oro al valor militare (1916-1945);
- sul frontale interno, un dipinto ad olio che riproduce una “Pietà”, opera del maestro Alberto Merisio.
Nel giardino, i seguenti arredi:
- una grande roccia, dove sono apposte le targhe dei Carabinieri e degli alpini; sul davanti, una scultura realizzata con serpentine per filo spinato recuperato e un bossolo di cannone, che riproduce una Croce e il Cristo Morto: è stata offerta da Bianca Zanga;
- delimitato da tre proiettili anticarro, un cannone da 105 mm, residuato USA della Seconda Guerra Mondiale, offerto da Alberto Carrara;
- due pennoni, offerti dal Comune di Albino e dalla sezione di Albino dei Carabinieri in congedo, sui quali sventolano le bandiere dell’Italia e dell’Europa;
- un’incastellatura in ferro che sostiene una campana di bronzo, opera della Ditta Chioda di Albino.